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Del vocabolario digitale

Il vocabolario italiano dei termini economici è stato creato con il finanziamento del Fondo Nazionale per la Cultura. Il suo obiettivo è soddisfare le esigenze della societá moderna, aiutare gli studenti di economia nella loro formazione, così come tutti quelli che usano l’italiano per motivi di lavoro. Il vocabolario comprende più di 12 mila voci in ambedue direzioni.

Al vocabolario hanno lavorato i docenti dell’Università Corvinus di Budapest.

L’autore è Zsuzsanna Juhász PhD, docente ordinario, che ha già redatto vari vocabolari ed è buona conoscitrice del linguaggio economico italiano.

La revisione è di Mariarosaria Sciglitano PhD, lettrice madrelingua dell’Università, che ha una vasta e documentata esperienza in questo ambito.

Ambedue insegnano da decenni il linguaggio economico italiano, sono esaminatrici del Centro d’esami Corvinus nonché autrici di vari materiali didattici.

Ha collaborato come consulente professionale il professore József Horváth, docente in pensione della nostra Università, nella quale ha per lunghi anni insegnato storia economica anche in lingua straniera, eccellente conoscitore della terminologia economica.

Ringraziamo con gratitudine, inoltre, il professore István Mihalik, anch’egli docente in pensione della Corvinus, per il suo contributo alla compilazione del corpo ungherese.

Ringraziamo anche Massimo Congiu per la sua cortese collaborazione.

Infine ringraziamo la fondazione BKTE per il contributo finanziario alle spese supplementari e la società Onlearn-tech Kft. per la realizzazione informatica.

Dell’uso del vocabolario

Il vocabolario sarà di facile consultazione soprattutto per quanti abbiano dimestichezza con computer e con internet. Il vocabolario, infatti, utilizza gli usuali segnali lessicografici . Per esempio il segnale „/” vuol dire che le due parti del segnale sono sinonimi, interscambiali. Spesso accanto alle voci ungheresi tra parentesi sono riportate le sigle dell’uso internazionale, per esempio aggregált kereslet (AD). Oppure si possono trovare le sigle delle voci intere, per es. egyszerűsített vállalkozói adó (EVA). Il segnale „!” vuole chiamare l’attenzione sulla differenza strutturale degli equivalenti. Per es. bankszámla nyitására kötelezett in italiano : obbligo di apertura di conto corrente bancario (!), o menekülő tőke in italiano: fuga di capitali (!)

Le voci sono in ordine alfabetico, accanto all’equivalente in corsivo si trovano brevi spiegazioni o istruzioni grammaticali. Tra parentesi sono riportate le parti non assolutamente necessarie. È indicato l’accento nelle parole non piane, cioé l’accento che cade non sulla penultima sillaba, con un puntino dopo la sillaba accentata, per esempio: cre•scita, i•ndice. Anche nel caso dei generi grammaticali abbiamo indicato solo le irregolarità, cioé i sostantivi in -o sono maschili, in -a sono femminili, si considerano regolari i sostantivi in -tore e -iere (maschili). Alcune osservazioni sono scritte per esteso.

Significato di altre abbrevizioni nel vocabolario:

ált

általános (generale)

ang

angol (inglese)

e sz

egyes számú (singolare)

EU

Európai Unió (Unione europea)

fn

főnév (sostentivo)

fr

francia (francese)

h

hímnemű (maschile)

könyv

könyvelés (contabilità)

mikro

mikroökonómia (microeconomia)

mn

melléknév (aggettivo)

n

nőnemű (femminile)

stat

statisztikai (statistico)

társ

társadalom-tudományi (scienze sociali)

t sz

többes számú (plurale)

tel

telekommunikáció (telecomunicazione)

tört

történelmi (storico)

v

vagy (oppure)


Juhász Zsuzsanna

Utolsó frissítés: 2016.07.28.